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Due anfore del periodo romano sono state ritrovate nelle acque di Gaeta

 

Il mare nostrum dei romani continua a svelare i suoi segreti, e ad arricchire il nostro patrimonio archeologico. È di ieri il ritrovamento nelle acque di Gaeta di due anfore di duemila anni fa perfettamente conservate.

 

La scoperta è avvenuta grazie all’imbarcazione Attila II, impegnata in quel momento nell’attività di pesca a strascico. A restare impigliati nelle reti non sono stati pesci, ma due reperti storici di estremo valore.

 

Dopo la segnalazione da parte del proprietario di Attila, Gianluca Spinosa, è subito stato avviato un coordinamento tra le diverse istituzioni competenti: la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il Comune di Gaeta, la Guardia Costiera e gli operatori portuali. Questa collaborazione ha portato sulla terraferma le anfore sane e salve, pronte per essere studiate.

 

Gli Spinosa, e il loro peschereccio dal nome evocativo, non sono nuovi ai carichi di pesca particolari. Il padre di Gianluca, Giacomo, aveva recuperato anch’egli resti appartenuti al periodo degli antichi romani.

 

L’emozione da parte di entrambi era stata allora, e ieri, molto grande, felici di aver contribuito a far riaffiorare un importante pezzo di storia.

 

 

“Dovranno rimanere a Gaeta, come sono rimaste all’epoca quelle di papà” ha affermato Spinosa, auspicando che le anfore restino nella città del litorale dalle cui acque sono riemerse solo ieri, dopo tutto questo tempo.

 

 

Emma Traversi

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